interviste | Gio 25 Feb 2016

Ucimu: macchine utensili, buone prospettive ma da sostenere

Luigi Galdabini: “Per rilanciare la ripresa, oltre alla Nuova Legge Sabatini e al Superammortamento - 140% del valore del bene acquisito -, chiediamo interventi strutturali”

Nel quarto trimestre 2015, l’indice degli ordini di macchine utensili, elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per produrre, arretra segnando un calo del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore assoluto pari a 132,9 (base 2010=100).
Si interrompe così il trend positivo che durava da otto trimestri consecutivi gettando qualche ombra sulla reale consistenza della ripresa degli investimenti in sistemi di produzione.
In particolare, il risultato complessivo è stato determinato dal negativo riscontro ottenuto dai costruttori sui mercati esteri dove la raccolta ordini è risultata in calo del 6,5% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2014, per un valore assoluto pari a 126.
Di segno opposto, invece, l’indice degli ordini interni che segna un incremento del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore assoluto pari a 174,4.
Su base annua l’indice ha registrato un incremento medio, rispetto al 2014, dell’8,6% (valore assoluto 128,7). Il risultato è stato determinato sia dal positivo andamento delle performance dei costruttori sul mercato estero (+6,7%) sia dai buoni riscontri raccolti sul mercato interno (+18,1%).
“Certamente i risultati messi a segno nel 2015 sono soddisfacenti e danno una positiva prospettiva per questi primi mesi del 2016 - ha affermato Luigi Galdabini, presidente Ucimu-Sistemi per produrre -. Però, se da un lato l’indice medio annuo registra un incremento più contenuto rispetto a quello dell’anno precedente, dall’altro, l’indice assoluto resta ancora distante da quelli che hanno caratterizzato il periodo pre-crisi. Questi indicatori dimostrano che il terreno perso non è stato ancora recuperato. Anche in ragione di ciò, è necessario che la ripresa non si fermi proprio ora”.
“Questi dati - ha continuato Luigi Galdabini - dimostrano che la competitività del sistema industriale italiano rischia inesorabilmente di arretrare anche perché, nel frattempo, le industrie dei paesi emergenti si stanno dotando di sistemi e tecnologie di ultima generazione. In questo contesto il pericolo che la nuova fase di ripresa si arresti già ora rende tutto ancora più preoccupante”.
“A questo proposito, oltre alla Nuova Legge Sabatini e al Superammortamento che permette l’ammortamento del 140% del valore del bene acquisito, chiediamo interventi strutturali che possano sostenere la ripresa dei consumi e l’ammodernamento dei sistemi di produzione nelle imprese italiane, unica via per assicurare prospero futuro alla manifattura del paese. In particolare sarebbe utile prevedere la liberalizzazione delle quote di ammortamento, attraverso cui il macchinario acquistato può essere ammortizzato in tempi più brevi. La misura oltre a incentivare nuovi acquisti, di fatto, non presenta costi a carico dello Stato che vedrebbe soltanto traslata nel tempo l’entrata di cassa. Se non fosse possibile, occorre prevedere almeno l’aggiornamento dei coefficienti di ammortamento fermi ancora al 1988”.
Secondo Ucimu, il 2016 sarà un anno favorevole per l’industria italiana di settore che, secondo le previsioni, vedrà un incremento per tutti i principali indicatori economici. 
La produzione si attesterà a 5.820 milioni di euro (+7,2%), avvicinandosi così al valore record di 6 miliardi di euro registrato nel 2008.
Le esportazioni saliranno, del 6,6%, a 3.740 milioni.  Proseguirà anche il trend positivo del consumo che, atteso in crescita dell’8,8%, arriverà a 3.910 milioni di euro, trainando sia le consegne dei costruttori che raggiungeranno quota 2.080 milioni di euro (+8,3%) sia le importazioni attese a 1.830 milioni (+9,3%).