news | Ven 27 Gen 2017

Macchine,
l’estero
è in ripresa

Ordinativi stranieri a +3,4%

Nel quarto trimestre 2016, l’indice degli ordini di macchine utensili, elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, segna stazionarietà, registrando un incremento dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In valore assoluto l’indice si attesta a 133,3, dunque ben al di sopra della media 100 fissata al 2010.
 
Il risultato complessivo è stato determinato dal positivo riscontro degli ordinativi raccolti sul mercato estero, cresciuti del 3,4% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2015. Il valore assoluto dell’indice si attesta a 130,3.
 
Differente l’andamento dell’indice ordini raccolti dai costruttori italiani sul mercato interno che, dopo tredici trimestri consecutivi di crescita, arretra registrando un calo del 12,1%. Il valore assoluto, resta però decisamente elevato, pari a 153,3.
 
Su base annua l’indice ha registrato un incremento medio, rispetto al 2015, dell’1,6% (valore assoluto 130,8). A fronte di un andamento non certo brillante degli ordini esteri, calati del 2,6% (indice assoluto 130,1), sono cresciuti in modo deciso gli ordinativi interni, saliti del 7,4% (indice assoluto 131,6) a conferma della vivacità del mercato italiano.
 
Dal confronto degli indici assoluti calcolati su base annua, emerge che il 2016 è l’anno migliore per la raccolta ordini con 130,8. Il dato dimostra che non è ancora stato recuperato tutto il terreno perso durante la crisi ma comunque ci si avvicina molto al livello registrato nel 2008, quando l’indice assoluto segnava 140.
 
In questo contesto, decisamente favorevole, va dunque inserito l’arretramento della raccolta ordini registrato nell’ultimo trimestre sul mercato domestico. Il calo è in parte spiegabile con il fatto che il periodo si confronta con uno momento estremamente positivo (quarto trim 2015) perché subito successivo alla EMO MILANO, la fiera mondiale di settore, che nell’ottobre 2015 fece numeri da record. Ma la vera la ragione è da ricercare principalmente nella decisione degli utilizzatori italiani di sospendere gli investimenti in attesa di comprendere modalità, tempi e tecnicalità di applicazione dei provvedimenti previsti dal Piano Nazionale Industria 4.0 con particolare riferimento all’Iperammortamento al 250%.