economia e territorio | Mar 03 Gen 2017

Lombardia: il grana
ha messo le ali

+10% e l'export sfiora i 600 milioni di euro

Volano le quotazioni del Grana Padano e del Parmigiano, i due formaggi Dop che entrano nel paniere di indicizzazione del prezzo del latte in base all’accordo concluso il 14 dicembre scorso con la Lactalis, colosso francese che controlla Parmalat e marchi come Galbani, Cademartori e Invernizzi. Da giugno a oggi – spiega un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati Clal – le quotazioni medie mensili del Grana stagionato dai 12 ai 15 mesi sono salite del 10% toccando gli 8,45 euro al chilo, mentre quelle del Parmigiano (stessa stagionatura) hanno segnato un incremento medio mensile di oltre il 13%, arrivando a 9,55 euro al chilo nell’ultima quotazione massima di dicembre. “Si tratta di un segnale importante per due prodotti simbolo del Made in Italy che sono anche tra i formaggi più apprezzati anche all’estero” spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia. Solo considerando il periodo da gennaio a settembre di quest’anno l’export ha sfiorato i 600 milioni di euro con un incremento di quasi il 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il numero di forme inviate all’estero ha sfondato quota 65.500. Grana e Parmigiano rappresentano quasi un terzo del totale delle esportazioni italiane di formaggi nel mondo.
 
E il Grana rappresenta anche uno dei parametri principali alla base dell’accordo sul prezzo del latte siglato a metà dicembre per il mercato lombardo, punto di riferimento nazionale visto che munge più del 40% di tutto il latte italiano. L’intesa - ricorda Coldiretti - prevede una quotazione base di 37 centesimi al litro a gennaio, che salirà a 38 centesimi a febbraio per arrivare ai 39 centesimi di marzo e aprile. Il sistema di indicizzazione per l’integrazione del prezzo prevede che per una quota del 30% vengano inserite anche le quotazioni del Grana Padano. “Questa intesa – conclude Prandini – rimette al centro il comparto zootecnico lattiero caseario e offre una prospettiva positiva su un prezzo non in calo ma stavolta in aumento. E’ un risultato che nasce anche dalla battaglia vinta quest’anno da Coldiretti per l’etichettatura di origine di tutti i prodotti lattiero caseari, dopo la quale il mercato ha dato segni di ripresa ogni giorno più forti”.