news | Lun 20 Feb 2017

“Pubblico”,
la salute
è più cagionevole

Si ammala 1 dipendente su 2: nel privato solo 1 su 3

Dall’analisi dei dati dell’Inps, l’Ufficio studi della CGIA ha riscontrato che le assenze per motivi di salute nel pubblico impiego registrate nel 2015 hanno interessato  il 57 per cento di tutti gli occupati (poco più di 1 dipendente su 2); nel settore privato, invece, la quota si è fermata al 38 per cento (più di 1 dipendente su 3). La durata media annua dell’assenza per malattia dal luogo di lavoro è leggermente superiore nel privato  (18,4 giorni) che nel pubblico (17,6 giorni). 

Pur avendo lo stesso andamento in entrambi i settori, gli eventi di malattia per classe di durata presentano uno scostamento “sospetto” nel primo giorno di assenza. Se nel pubblico costituiscono il 25,7 per cento delle assenze totali, nel privato si riducono di oltre la metà: 12,1 per cento. 

Quelle da 2 a 3 giorni, invece,  si avvicinano  (32,1 per cento del totale nel privato e 36,5 per cento nel pubblico),  mentre tra i 4 e i 5 giorni di assenza avviene il “sorpasso”; 23,4 per cento nel privato contro il 18,2 per cento del pubblico.

Altrettanto interessante è il risultato che emerge  dall’elaborazione relativa agli eventi di malattia per regione. Tra il 2012 (primo anno per il quale è possibile avere una rilevazione completa) e il 2015,  in tutte le regioni d’Italia sono in aumento le assenze nel pubblico (dato medio nazionale pari a +11,9 per cento), con punte che superano il 20 per cento in Umbria e Molise. 

Nel privato, invece, in ben 9 realtà territoriali si registra  un calo: in Calabria e in Sicilia addirittura del 6 per cento. Nel periodo analizzato il dato medio nazionale è aumentato solo dello 0,4 per cento.  

Dei 5 milioni di eventi di assenza registrati nel 2015 a livello nazionale nel pubblico impiego, il 62 per cento circa è riconducibile ai dipendenti del Centro-Sud. La situazione, invece, si capovolge quando analizziamo i dati relativi al privato. Dei quasi 9 milioni di assenze registrate nel 2015, il 57 per cento circa è imputabile agli occupati del Nord.