Direttore Responsabile Roberto Barucco
interviste | Mar 02 Feb 2016

Boom dell’auto, le ragioni della crescita

Il mercato dell’auto continua a respirare a pieni polmoni. Una crescita costante confermata da un nuovo segno positivo: gennaio 2016 ha chiuso con un +17,4% rispetto all’identico periodo dello scorso anno.
Chi ben comincia è a metà dell’opera, ma il dato va analizzato dietro le quinte per capire la consistenza dell’incremento e la sua possibile replica nei mesi a venire.
Dove nasce il balzo in avanti rispetto ad un mese – gennaio 2015 – che pur aveva registrato un +11,5%?
“Il risultato positivo di gennaio è possibile grazie al prosieguo di poderose azioni commerciali messe in campo dalle Case con le loro reti che, da una parte hanno consentito di iniziare il mese di gennaio con un corposo portafoglio contratti, tornato ai livelli del 2010 (circa 190.000 unità) e, dall’altra, hanno incontrato il bisogno non più rimandabile di sostituzione delle auto vecchie, anche sotto la pressione emotiva dei blocchi della circolazione derivanti dai piani per il contenimento dello smog – commenta Massimo Nordio, Presidente dell’Unrae, l’associazione delle Case automobilistiche estere -. In questi giorni il tema smog sta tornando attuale in alcune grandi città e il Governo non può ignorare che all’attuale velocità di sostituzione ci impiegheremo molti anni a smaltire le auto vecchie. La soluzione è a portata di mano, basta guardare alla Spagna al suo ottavo piano di sostegno al rinnovo del parco, mentre in Italia il programma di detraibilità di parte dei costi d’acquisto della vettura, sperimentato con evidente successo per le ristrutturazioni edilizie, giace ancora inascoltato”.
Elementi interessanti per valutare le prospettive nel prossimo futuro delle vendite in Italia vengono dall’inchiesta congiunturale mensile condotta a fine gennaio dal Centro Studi Promotor. Un indicatore particolarmente significativo è l’affluenza di potenziali interessati all’acquisto nelle show room dei concessionari. In gennaio gli operatori che dichiarano affluenza elevata o alta sono l’80%. Il dato corrispondente era pari al 65% nel gennaio 2015 e al 57% nel gennaio 2014. I dati più significativi sono però quelli relativi alle attese per le vendite e tre-quattro mesi. Per il 57% degli interpellati la domanda si manterrà stabile sui buoni livelli attuali e per il 36% aumenterà.
“Diversi sono gli elementi che sostengono la ripresa del nostro mercato dell’auto – riflette Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor -. Gli operatori segnalano un forte impegno sul piano promozionale e questo è indubbiamente un dato favorevole in quanto intercetta positivamente le esigenze di moltissimi automobilisti che si trovano nella necessità di sostituire auto già da tempo mature per il pensionamento. Il tono sostenuto del recupero accredita tuttavia anche l’ipotesi che ai forzati della sostituzione si stiano aggiungendo in misura crescente automobilisti desiderosi di sostituire anche vetture decisamente ancora lontane dall’età della rottamazione, come d’altra è normale nei mercati non in crisi. Un sostegno alla domanda è venuto poi sicuramente dalla forte contrazione dei prezzi dei carburanti per effetto del calo del petrolio greggio. Sulla base delle stime del Centro Studi Promotor, grazie a questo elemento, gli italiani nel 2015 hanno infatti risparmiato ben 7,1 miliardi nella spesa per carburanti auto”.
“Un ulteriore elemento che sostiene il mercato dell’auto è l’andamento dell’economia che, nel 2015, ha invertito decisamente la rotta e che dovrebbe continuare a crescere nel prossimo futuro sostenuta anche da una fiducia di consumatori e imprese che si mantiene su livelli elevati, nonostante qualche incertezza degli indici calcolati dall’Istat in dicembre. In sintesi – conclude Quagliano - l’auto va, ma si deve comunque sottolineare che la ripresa, per quanto apprezzabile e robusta, non è tale da consentire di riportare alla normalità in tempi ragionevolmente brevi il parco circolante che è fortemente invecchiato negli anni della crisi con conseguenze negative sulla sicurezza e sull’ambiente. Ne consegue che, nonostante la ripresa, interventi per favorire la rottamazione delle auto più vecchie restano una priorità per il sistema italiano”.